Tipi di vele: guida completa a randa, genoa, spinnaker

Tipi di vele di una barca: randa, fiocco, genoa, spinnaker, gennaker, tormentina. Ruolo, andature, materiali e piano velico spiegati in modo pratico.

Marco Rinaldi12 min di letturaRevisionato da Chiara Vitale
Barca a vela con randa e genoa spiegate al vento in navigazione nel Mediterraneo
Foto: Unsplash
In questo articolo

Ogni barca a vela dispone di un set preciso di vele, ciascuna pensata per un'andatura o una condizione di mare diversa. Sapere distinguere una randa da un genoa, o uno spinnaker da un gennaker, non è solo un dettaglio tecnico: è ciò che permette di capire come si comporta davvero l'imbarcazione che si sta per noleggiare o acquistare. Questa guida ripercorre i tipi di vele più diffusi, il piano velico e i principali armamenti.

Scegli la tua vela: guida rapida

Prima di entrare nel dettaglio, un modo veloce per orientarsi in base a cosa stai cercando:

Cos'è il piano velico di una barca a vela

Il piano velico è l'insieme di tutte le vele che un'imbarcazione può issare, insieme alla disposizione di alberi, stralli e sartie che le sostengono. È il progetto complessivo che stabilisce quante vele possono essere a riva contemporaneamente, come si distribuisce la spinta lungo la barca e quanto è versatile l'equipaggio nel gestire condizioni diverse.

Le barche da diporto più diffuse oggi montano un piano velico a sloop: un solo albero, una randa e una vela di prua. È l'armamento più semplice da manovrare, ed è quello che troverai sulla maggior parte delle barche a vela a noleggio in Italia. Esistono però piani velici più articolati, pensati per la crociera d'altura o per la navigazione in equipaggio ridotto, di cui parliamo più avanti.

La randa: la vela principale

La randa è la vela issata lungo l'albero e sostenuta dal boma, a poppavia dell'albero stesso. È la prima vela che si issa e resta a riva nella maggior parte delle andature, dalla bolina stretta fino al lasco, riducendo progressivamente la propria superficie con le mani di terzarolo quando il vento aumenta. In alcune circostanze, però, si naviga senza randa, ad esempio solo a vela di prua, oppure sostituendola con la vela di cappa in condizioni di mare grosso.

Come si regola. La randa si controlla con più punti: la scotta randa per l'angolo generale, il carrello di scotta per spostare il punto di scotta a dritta o a sinistra, il cunningham per tendere l'inferitura, il vang per controllare il boma e il tesabase per la base della vela. Questa combinazione permette di modulare potenza e forma della vela con precisione, cosa che sul fiocco o sul genoa è molto più limitata.

Terzaroli. Con il vento che rinforza, la randa si riduce progressivamente con uno o più terzaroli, agganciando delle borose che accorciano la vela dal basso. Una randa ben terzarolata è spesso la prima difesa contro lo sbandamento eccessivo, prima ancora di ridurre la vela di prua.

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Fiocco e genoa: le vele di prua

Il fiocco e il genoa sono le vele issate a prua, tra lo strallo e l'albero, e lavorano in combinazione con la randa per definire l'andatura complessiva della barca. La differenza tra i due non è il nome generico, ma la sovrapposizione con l'albero.

  • Fiocco: la sovrapposizione con l'albero, misurata come rapporto tra la base della vela (LP) e la distanza tra strallo e albero (J), resta entro il 100%. È più facile da manovrare e resta efficace anche con vento forte.
  • Genoa: supera il 100% di questo stesso rapporto LP/J, arrivando anche oltre il 150%. Il genoa 1, il più grande, si usa con vento leggero; il genoa 3, più piccolo e robusto, si usa con vento più forte.

Quando si preferisce l'uno o l'altro. Il genoa aumenta sensibilmente la potenza della barca, in particolare di bolina e al traverso, dove serve superficie velica per generare velocità. Il fiocco, più piccolo, è preferibile quando il vento è già sufficiente, perché riduce lo sbandamento e semplifica le virate, oltre a essere più semplice da regolare per un equipaggio con poca esperienza.

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Il fiocco autovirante: comodità in solitaria

Il fiocco autovirante è una variante pensata per semplificare la manovra. È montato su un binario curvo in coperta, la cui posizione varia a seconda della geometria della barca (spesso vicino all'albero): durante la virata, la vela passa da un lato all'altro senza che nessuno debba mollare e cazzare le scotte manualmente.

È molto diffuso sulle barche da crociera moderne, in particolare su modelli pensati per equipaggi ridotti o per chi naviga spesso da solo o in coppia. Il compromesso è una superficie più contenuta rispetto a un genoa, quindi meno potenza di bolina, ma un netto vantaggio in termini di semplicità e sicurezza durante le virate, soprattutto in presenza di traffico o in spazi ristretti come porti e canali.

Lo spinnaker: la vela per il vento in poppa

Lo spinnaker è una vela leggera, di grande superficie e forma a pallone, pensata per le andature portanti, in particolare il vento in poppa, dove randa e genoa perdono efficienza perché lavorano in scia l'una all'altra.

Lo spinnaker si issa a prua, libero da entrambi i lati, tenuto aperto da un tangone che lo mantiene disteso sopravvento mentre la scotta sottovento ne regola l'angolo. È una vela simmetrica: la stessa identica forma funziona indifferentemente issata a dritta o a sinistra, il che lo rende ideale nelle regate, dove le strambate sono frequenti, ma anche più impegnativo da gestire per un equipaggio non allenato, perché richiede coordinazione tra tangone, scotte e barra durante ogni manovra.

Quando lo spinnaker non è la scelta giusta

Non esiste una soglia di vento fissa valida per ogni barca: dipende da dimensioni dello spinnaker, stato del mare ed esperienza dell'equipaggio. Come indicazione di massima, molti equipaggi da charter o da crociera preferiscono rinunciare allo spinnaker già a partire da 18-20 nodi di vento reale, per non arrivare a ridosso dei 20-25 nodi con un equipaggio poco allenato. La vela è ampia e instabile se mal regolata, e una strambata involontaria o una straorzata scoordinata possono far perdere il controllo della barca, un rischio più marcato su derive e multiscafi che su un cabinato zavorrato. In queste condizioni conviene navigare con randa terzarolata e vela di prua ridotta, oppure rinunciare del tutto alla vela portante.

Il gennaker: lo spinnaker asimmetrico più semplice da manovrare

Il gennaker unisce alcuni vantaggi di genoa e spinnaker: è una vela asimmetrica, con la mura fissata a un punto fisso a prua, spesso un bompresso, e non richiede il tangone. Questo la rende più semplice da issare, ammainare e strambare rispetto a uno spinnaker tradizionale, anche se rende al meglio al lasco e al gran lasco, mentre con il vento esattamente in poppa lo spinnaker simmetrico resta più efficiente.

Il Code 0: la vela per il vento leggero al lasco stretto

Il Code 0 è una vela a sé, distinta dal gennaker: ha un taglio molto più piatto, pensato per angoli di lasco stretto con vento leggero, una via di mezzo tra un genoa molto grande e una vela asimmetrica. Viene quasi sempre montato su un avvolgitore continuo, che permette di srotolarlo e riavvolgerlo con la stessa rapidità di un genoa avvolgibile. È una vela sempre più diffusa sulle barche da crociera moderne, proprio perché aggiunge prestazione nelle condizioni di vento leggero senza la complessità di manovra di uno spinnaker.

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Trinchetta e vele di tempesta: tormentina e vela di cappa

Su alcuni armamenti, in particolare il cutter, compare una vela di prua interna chiamata trinchetta, issata su uno strallo dedicato tra l'albero e lo strallo di prua principale. Convive con un fiocco o un genoa più esterno e permette di ridurre la superficie velica di prua senza rinunciare del tutto a una vela di prua efficace, una configurazione molto apprezzata in navigazione d'altura per la sua versatilità con il vento che cambia.

Quando il mare diventa davvero difficile, entrano in gioco le vele di tempesta, dotazioni di sicurezza pensate per il mare grosso, non per la navigazione ordinaria:

  • Tormentina: piccola vela di prua triangolare, molto robusta, che sostituisce fiocco o genoa nelle condizioni di vento più forte. Riduce drasticamente la superficie esposta a prua.
  • Vela di cappa (o randa di cappa): piccola vela triangolare che sostituisce la randa in condizioni di mare grosso, issata su un binario dedicato o sullo stesso albero, per abbassare il centro velico e mantenere la barca governabile con il minimo di superficie possibile.

Non esiste una soglia di vento unica valida ovunque: come indicazione di massima, molte barche d'altura issano le vele di tempesta indicativamente tra i 30 e i 35 nodi di vento reale, ma la soglia dipende da barca, equipaggio e regolamento di riferimento. I regolamenti internazionali per la navigazione d'altura e le regate offshore, come le Offshore Special Regulations di World Sailing, richiedono tormentina e vela di cappa a bordo come dotazione di sicurezza per determinate categorie di navigazione. Anche fuori da un contesto agonistico, verificarne la presenza a bordo prima di una crociera in mare aperto o fuori stagione resta una buona pratica.

Le andature: l'angolo tra vento e rotta

Prima di scegliere la vela giusta, serve capire cos'è un'andatura. In vela, l'andatura è semplicemente l'angolo tra la direzione da cui arriva il vento e la rotta che tiene la barca. Non è un dettaglio da regatanti: è la variabile che decide quale vela rende al meglio in quel momento.

  • Bolina: la barca naviga il più vicino possibile alla direzione del vento, con un angolo di circa 40-50 gradi. È l'andatura più impegnativa e quella in cui la barca sbanda di più.
  • Traverso: il vento arriva perpendicolare alla rotta, intorno ai 90 gradi. È spesso l'andatura più veloce e più confortevole per un equipaggio senza grande esperienza.
  • Lasco: il vento arriva da poppavia del traverso, tra i 90 e i 135 gradi circa. La barca acquista velocità e riduce lo sbandamento rispetto alla bolina.
  • Gran lasco: ancora più aperto, vicino ai 135-160 gradi, la transizione naturale verso la poppa.
  • Poppa: il vento arriva da dietro, tra i 160 e i 180 gradi. È l'andatura in cui randa e genoa, lavorando in scia l'una all'altra, perdono efficienza, ed è qui che spinnaker e gennaker danno il contributo maggiore.

Quale vela per quale andatura e vento

Ogni vela rende al meglio con un'andatura specifica, cioè con un angolo preciso tra la direzione del vento e la rotta della barca. Questa tabella riassume gli abbinamenti più comuni:

AndaturaVentoVela consigliata
Bolina strettaVento leggero-medioGenoa 1 (grande) + randa piena
BolinaVento medio-forteFiocco o genoa 3 (piccolo) + randa con terzaroli
TraversoVento leggero-medioGenoa + randa
LascoVento leggero-medioGennaker + randa, Code 0 solo se lasco stretto
Gran lascoVento medioGennaker + randa
PoppaVento leggero-medioSpinnaker simmetrico + randa
PoppaVento forteRanda terzarolata + fiocco piccolo (spinnaker ammainato)
Mare grosso (qualsiasi andatura)Oltre 30-35 nodiTormentina e/o vela di cappa

Andature indicative, da adattare sempre a barca, equipaggio ed esperienza a bordo.

Piano velico e tipi di armamento velico

Oltre alle singole vele, conta anche come sono disposte su alberi e stralli. Questi sono i quattro armamenti principali sulle barche da diporto, in ordine di diffusione:

  • Sloop: un solo albero, randa più un'unica vela di prua (fiocco, genoa o autovirante). È di gran lunga l'armamento più diffuso sulle flotte da noleggio e crociera moderne, per la sua semplicità.
  • Cutter: un solo albero, ma due vele di prua contemporanee su due stralli distinti, tipicamente un genoa o yankee esterno più una trinchetta interna. Offre più combinazioni per adattarsi al vento, molto apprezzato in navigazione d'altura.
  • Ketch: due alberi, quello principale a prua più alto e un albero di mezzana più basso a poppa, posizionato a proravia dell'asse del timone. Aggiunge opzioni veliche e può migliorare l'equilibrio della barca, soprattutto su unità di dimensioni maggiori.
  • Yawl: simile al ketch nella disposizione a due alberi, ma con una mezzana molto più piccola, posizionata a poppavia dell'asse del timone. Serve più per bilanciare la barca alla vela che per aggiungere potenza.

Cutter, ketch e yawl restano minoritari rispetto allo sloop sulle flotte da noleggio, ma sono più diffusi su barche d'altura o di dimensioni maggiori, dove offrire più combinazioni di vele conta più della semplicità di manovra.

Materiali delle vele: dacron o laminato?

Il materiale della vela incide su durata, peso e mantenimento della forma nel tempo:

  • Dacron: tessuto di poliestere tessuto (taglio panel), è il materiale più diffuso per la crociera e il noleggio. È resistente all'usura, relativamente economico e semplice da riparare in caso di strappo, ma tende ad allungarsi leggermente con l'uso, perdendo un po' di forma nel tempo.
  • Laminato: costruito unendo un film, tipicamente in mylar (poliestere), a fibre di rinforzo come kevlar (aramidica) o carbonio, spesso con taglio radiale o tri-radiale. Sulle vele da regata mantiene la forma meglio e pesa meno del dacron, con vantaggi evidenti in prestazione; i laminati da crociera, spesso rinforzati con un taffetà protettivo, sono più robusti ma non sempre più leggeri. Il laminato costa in genere di più del dacron e richiede maggiore attenzione nella conservazione, perché più sensibile a piegature ripetute nello stesso punto e all'esposizione prolungata ai raggi UV.

Cosa serve sapere prima di noleggiare una barca a vela

Prima di salire a bordo, verifica alcuni aspetti pratici legati alle vele:

  • Stato e anzianità delle vele: vele in dacron con più di 8-10 stagioni di uso intenso perdono forma e potenza, anche se sembrano integre a occhio
  • Dotazione completa: non tutte le barche a noleggio includono spinnaker o gennaker, spesso proposti come extra su richiesta
  • Presenza di vele di fortuna: per uscite in mare aperto o fuori stagione, verifica che tormentina e vela di cappa siano effettivamente a bordo, non solo elencate nell'inventario
  • Compatibilità con l'equipaggio: un genoa grande e uno spinnaker simmetrico richiedono più mani esperte rispetto a un fiocco autovirante e un gennaker

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Conoscere i tipi di vele non serve solo a capire meglio un manuale di navigazione: aiuta a valutare con più consapevolezza l'imbarcazione giusta per la propria esperienza, dal fiocco autovirante di una barca da crociera semplice fino al gennaker di un'unità pensata per andature portanti veloci.

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Domande frequenti

Qual è la differenza tra fiocco e genoa?+

La differenza principale è la sovrapposizione con l'albero. Il fiocco arriva al massimo all'altezza dell'albero (circa 100% dell'area del triangolo di prua), mentre il genoa lo supera e si sovrappone alla randa, con superfici che vanno dal 110% fino a oltre il 150%. Il genoa sviluppa più potenza, soprattutto di bolina e al traverso, mentre il fiocco è più semplice da manovrare e più adatto al vento forte.

Cos'è il piano velico di una barca a vela?+

Il piano velico è l'insieme delle vele che una barca può issare insieme alla disposizione di alberi e sartiame che le sostiene, come sloop, cutter, ketch o yawl. Definisce quante vele possono essere issate contemporaneamente, come si distribuisce la spinta e come cambia l'equilibrio della barca al variare del vento.

A cosa serve lo spinnaker?+

Lo spinnaker è una vela a pallone, leggera e di grande superficie, pensata per le andature portanti, in particolare il vento in poppa. Si issa a prua libera da entrambi i lati (mura e scotta), spesso con l'aiuto di un tangone che la tiene aperta sopravvento, e permette di sfruttare venti che altrimenti la randa e il genoa userebbero con scarsa efficienza.

Che differenza c'è tra spinnaker e gennaker?+

Lo spinnaker è simmetrico e richiede il tangone per aprirsi bene in poppa, mentre il gennaker è asimmetrico, con la mura fissata a un bompresso o alla prua e senza bisogno del tangone. Il gennaker è più semplice da issare, ammainare e strambare, ma rende meglio al lasco e al gran lasco che con il vento esattamente in poppa, dove lo spinnaker resta più efficiente.

Cos'è la tormentina e quando si usa?+

La tormentina, o vela di prua di fortuna, è una piccola vela triangolare molto robusta che sostituisce il fiocco o il genoa quando il vento supera abbondantemente i 30-35 nodi. Riduce drasticamente la superficie velica esposta e abbassa il centro velico, mantenendo la barca governabile in condizioni di mare grosso. È una dotazione di sicurezza richiesta per alcune categorie di navigazione d'altura.

Cos'è un fiocco autovirante?+

Il fiocco autovirante è una vela di prua montata su un binario curvo a proravia dell'albero, che le permette di cambiare lato da sola durante la virata, senza bisogno di mollare e cazzare le scotte manualmente. È molto diffuso sulle barche da crociera moderne e su chi naviga spesso in solitaria o in coppia, perché semplifica la manovra a scapito di un po' di potenza rispetto al genoa.

Meglio vele in dacron o in laminato per il noleggio?+

Per il noleggio e la crociera il dacron resta la scelta più diffusa: è un tessuto di poliestere tessuto, economico, resistente all'usura e semplice da riparare, anche se si allunga leggermente con il tempo perdendo un po' di forma. Il laminato, composto da film e fibre come mylar, kevlar o carbonio, mantiene la forma meglio ed è più leggero, ma costa di più e richiede maggiore attenzione nella conservazione.

Cos'è la trinchetta e su quali barche si trova?+

La trinchetta è una vela di prua interna, issata su uno strallo dedicato posizionato tra l'albero e lo strallo di prua principale. È tipica dell'armamento a cutter, dove convive con un fiocco o genoa più esterno, e viene spesso preferita in navigazione d'altura perché consente di ridurre la superficie velica di prua senza rinunciare del tutto a una vela di prua efficace.

Fonti

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