Tipi di ancore per barca: guida completa 2026
Ancora Hall, CQR, Bruce, Danforth, Delta, Rocna e ancora galleggiante: come funzionano, tenuta su sabbia, fango, roccia e posidonia, e come scegliere il peso giusto.

In questo articolo
Scegliere l'ancora giusta non è un dettaglio tecnico per soli appassionati: è la differenza tra dormire tranquilli alla fonda e passare la notte a controllare se la barca sta arando verso gli scogli. Ogni tipo di ancora nasce per un fondale e un uso specifico, e la tenuta reale dipende più dalla forma della marra e dal fondale che dal solo peso dichiarato sulla scatola. Questa guida mette a confronto le famiglie di ancore più diffuse su barche da diporto, dall'ammiragliato classico alle ancore di nuova generazione, con indicazioni pratiche su fondale, dimensionamento e le regole da rispettare, in particolare sulla posidonia oceanica.
Scegli il tuo caso
Prima di entrare nel dettaglio di ogni ancora, individua la situazione più vicina alla tua:
- Noleggi una barca per un weekend e vuoi solo capire se l'ancora a bordo è adeguata → salta a Tabella: quale ancora per quale fondale
- Devi comprare la prima ancora per una barca nuova o appena acquistata → vai a Come scegliere il peso dell'ancora
- Navighi spesso in aree marine protette con praterie di posidonia → vai a Ancorare sulla posidonia oceanica: cosa dice la legge
- Vuoi conoscere le differenze tecniche tra i vari modelli → prosegui con la sezione successiva
Ancora Hall: marre articolate e assenza di ceppo
L'ancora Hall è un modello senza ceppo, con due marre articolate che ruotano per penetrare nel fondale. Non va confusa con l'ancora ammiragliato o fisherman, che ha bracci fissi e un ceppo trasversale. La Hall è stata a lungo comune sulle navi perché può rientrare negli occhi di cubia e si stiva in modo compatto.
Come funziona. Il peso e la geometria delle marre fanno sì che l'ancora si posizioni da sola con le marre rivolte verso il basso quando tocca il fondo; la trazione della catena le fa poi affondare nel sedimento.
Tenuta per fondale:
- Fango e sabbia compatta: buona, le marre penetrano bene in sedimenti morbidi
- Sabbia sciolta: discreta, ma richiede più scaduta per affondare completamente
- Roccia: scarsa, le marre incernierate faticano ad agganciarsi su fondali duri e irregolari
- Posidonia: da evitare, la catena e le marre rigide danneggiano facilmente i rizomi
Pro: costruzione robusta, assenza di ceppo e stivaggio compatto in cubia. Contro: tenuta inferiore rispetto ai modelli moderni a parità di peso e prestazioni variabili sui fondali misti. Uso tipico: unità con sistema di cubia compatibile; sulle piccole barche da diporto sono più comuni Delta, Bruce, Danforth o ancore moderne a cucchiaio.
Ancora CQR (aratro): la storica a vomere articolato
La CQR, il cui nome deriva foneticamente da "secure" (sicura), è la prima ancora aratro brevettata, riconoscibile dalla forma a vomere con una cerniera che collega la marra al fuso.
Come funziona. La CQR è un aratro a vomere articolato. La cerniera permette al fuso di assecondare parte dei cambi di direzione, ma non garantisce il riassetto: su rotazioni importanti l'ancora può spedarsi e deve essere controllata come qualunque altro modello.
Tenuta per fondale:
- Fango e sabbia media: buona, la forma a vomere penetra progressivamente
- Sabbia molto compatta: richiede più tempo per affondare completamente rispetto a una Danforth
- Roccia e ghiaia: mediocre, la cerniera può bloccarsi tra i sassi senza affondare
- Posidonia: sconsigliata come tutte le ancore ad affondamento profondo
Pro: modello storico diffuso, con comportamento noto agli equipaggi che lo usano regolarmente. Contro: affonda più lentamente rispetto alle ancore di nuova generazione, tenuta inferiore a parità di peso nei test comparativi moderni. Taglia tipica: barche a vela da crociera 8-15 metri, storicamente l'ancora principale più diffusa in Europa.
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Ancora Bruce (artiglio): senza parti mobili
Sviluppata originariamente per le piattaforme petrolifere offshore e poi adattata al diporto, la Bruce ha una forma a tre alette ricurve simile a un artiglio, senza cerniere né parti meccaniche.
Come funziona. L'assenza di parti mobili elimina il rischio di blocco meccanico; la forma concava a tre punte offre tenuta anche quando la barca gira di 180 gradi, riorientandosi sul fondale senza disincagliarsi del tutto.
Tenuta per fondale:
- Sabbia e fango: buona, affondamento rapido nelle prime fasi
- Ghiaia: discreta grazie all'assenza di cerniere che si inceppano
- Roccia: limitata, tende ad appoggiarsi senza affondare
- Posidonia: da evitare
Pro: robustezza meccanica (zero parti mobili da manutenere), buona tenuta iniziale, gestisce bene i cambi di direzione. Contro: a parità di peso tiene meno delle ancore di nuova generazione su fondali duri o misti, oggi meno prodotta rispetto al passato. Taglia tipica: gommoni e barche a motore 5-10 metri, spesso come ancora singola per fondeggio diurno.
Ancora Danforth (a marra piatta): regina di sabbia e fango
La Danforth, riconoscibile dalle due marre piatte e larghe a forma di losanga incernierate su una barra trasversale, è probabilmente l'ancora più diffusa su piccole imbarcazioni e gommoni in Italia.
Come funziona. Le marre piatte offrono una superficie di presa molto ampia rispetto al peso dell'ancora; una volta interrate, la trazione orizzontale della catena le fa affondare ulteriormente, aumentando la tenuta con il carico.
Tenuta per fondale:
- Sabbia: eccellente, tra le migliori in assoluto a parità di peso
- Fango compatto: molto buona
- Fango molto molle o melmoso: le marre possono non trovare un punto duro sotto lo strato superficiale
- Roccia e ciottoli: scarsa, le marre piatte non riescono ad agganciarsi
- Posidonia: sconsigliata, il profilo piatto tende comunque a impigliarsi nei rizomi senza garantire tenuta reale
Pro: leggerissima rispetto alla tenuta offerta, economica, si ripiega per lo stivaggio, ideale per gommoni e barche fino a 8-9 metri. Contro: perde efficacia su fondali misti o con detriti, meno prevedibile con vento che ruota di 180 gradi rispetto alle ancore aratro. Taglia tipica: gommoni, piccole barche a motore e derive, tipicamente sotto i 9 metri.
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Ancora Delta: il compromesso versatile
La Delta, prodotta principalmente da Lewmar, è un'evoluzione senza cerniera della famiglia aratro, con marra fissa a forma triangolare arrotondata saldata al fuso.
Come funziona. L'assenza della cerniera CQR elimina un punto di usura meccanica, mentre la forma affusolata favorisce un affondamento più rapido rispetto all'aratro tradizionale.
Tenuta per fondale:
- Sabbia e fango: buona, affondamento relativamente rapido
- Fondali misti: discreta, uno dei punti di forza della famiglia Delta
- Roccia: limitata come tutte le ancore ad affondamento
- Posidonia: sconsigliata
Pro: nessuna parte mobile da manutenere, si adatta bene al musone di prua di molte barche a vela moderne, prestazioni bilanciate su più tipi di fondale. Contro: non eccelle in nessun fondale specifico rispetto alle ancore specializzate o di nuova generazione. Taglia tipica: barche a vela e a motore da 8 a 16 metri, molto diffusa come ancora principale di serie sulle barche prodotte in cantiere.
Ancore di nuova generazione: Rocna e Spade
Dagli anni 2000 sono comparse ancore progettate con simulazioni ingegneristiche moderne, tra cui Rocna e Spade sono le più note, che condividono un principio comune: punta zavorrata (roll bar o palo di orientamento) e marra concava per massimizzare l'affondamento immediato.
Come funzionano. La punta più pesante fa sì che l'ancora tocchi il fondale sempre nell'orientamento corretto, mentre la marra concava (a forma di cucchiaio) genera una resistenza alla trazione molto superiore rispetto alle marre piatte o a vomere delle generazioni precedenti.
Tenuta per fondale:
- Sabbia e fango: eccellente, tra le migliori tenute misurate nei test comparativi indipendenti
- Fondali misti (sabbia con ciuffi d'erba, ghiaia fine): molto buona, il punto di forza distintivo di questa famiglia
- Roccia liscia: ancora limitata per fisica intrinseca, nessuna ancora "ad affondamento" funziona bene su roccia nuda
- Posidonia: comunque sconsigliata per la tutela ambientale, anche se meccanicamente più difficile da estrarre in caso di aggancio nei rizomi
Pro: tenuta più alta a parità di peso rispetto a tutte le famiglie precedenti, affondamento quasi immediato, ottima tenuta durante i cambi di direzione. Contro: costo di acquisto sensibilmente più alto, ingombro leggermente maggiore per via del roll bar su alcuni modelli. Taglia tipica: barche a vela e a motore da crociera 8-20 metri, sempre più spesso montate di serie sulle barche nuove di fascia alta.
Ancora galleggiante (di fortuna): la sicurezza d'emergenza
L'ancora galleggiante, chiamata anche ancora di prua o sea anchor, è concettualmente diversa da tutte le precedenti: non tocca mai il fondale. È un paracadute o cono di tessuto resistente che si apre in acqua, creando resistenza e mantenendo la prua della barca orientata verso il mare durante condizioni estreme o in caso di avaria al motore.
Come funziona. Calata da prua con una lunga cima, l'ancora galleggiante si apre in acqua come un paracadute sommerso, rallentando lo scarroccio della barca e riducendo il rischio di mettersi di traverso alle onde, condizione pericolosa in mare grosso.
Quando serve davvero. Non è un'attrezzatura per l'ancoraggio quotidiano in baia, ma un dispositivo di sicurezza per la navigazione d'altura: burrasca improvvisa, avaria del motore lontano dalla costa, necessità di rallentare la deriva in attesa di soccorso. Va dimensionata sul dislocamento della barca secondo le tabelle del produttore, non scelta a occhio.
Quando NON serve l'ancora galleggiante
Per un fine settimana in rada protetta o un pranzo alla fonda in una caletta del Mediterraneo, l'ancora galleggiante è del tutto superflua: serve un'ancora da fondeggio (Danforth, Delta, Rocna) dimensionata sulla barca. Comprarla "per sicurezza" senza mai navigare in acque aperte è solo peso e ingombro inutile a bordo.
Tabella: quale ancora per quale fondale
| Tipo di ancora | Sabbia | Fango | Roccia | Posidonia | Taglia tipica |
|---|---|---|---|---|---|
| Hall (senza ceppo) | Discreta | Buona | Scarsa | Da evitare | secondo tabella del produttore |
| CQR (aratro) | Buona | Buona | Mediocre | Da evitare | 8-15 m |
| Bruce (artiglio) | Buona | Buona | Limitata | Da evitare | 5-10 m |
| Danforth (marra piatta) | Eccellente | Molto buona | Scarsa | Da evitare | fino a 9 m |
| Delta | Buona | Buona | Limitata | Da evitare | 8-16 m |
| Rocna / Spade (new-gen) | Eccellente | Eccellente | Limitata | Da evitare | 8-20 m |
| Galleggiante (sea anchor) | Non si posa sul fondale | n/d | n/d | n/d | uso emergenza, tutte le taglie |
Valutazioni indicative basate su test comparativi diffusi in ambito diportistico. La tenuta reale varia sempre in base a peso specifico, scaduta di catena e condizioni meteo-marine del momento.
Come scegliere il peso dell'ancora in base alla barca
Il primo errore comune è scegliere l'ancora guardando solo la lunghezza fuori tutto della barca. Il dato che conta davvero è il dislocamento, cioè il peso reale della barca a pieno carico, insieme alla superficie velica o alla forma della carena esposta al vento.
Perché la sola lunghezza non basta. Una barca a vela di 10 metri leggera e affusolata e un motoscafo di 10 metri con un ampio hard-top esposto al vento hanno esigenze molto diverse: il secondo, pur essendo lungo uguale, "vela" di più sull'ancora e richiede più tenuta.
Come procedere in pratica:
- Parti dalla tabella del produttore dell'ancora (Lewmar, Rocna, Lofrans e altri pubblicano tabelle peso/lunghezza/dislocamento)
- Verifica il dislocamento reale della barca sul libretto o sulla scheda tecnica, non a stima
- In caso di dubbio tra due taglie, scegli sempre quella superiore: un'ancora leggermente sovradimensionata costa qualche chilo in più di stivaggio, un'ancora sottodimensionata rischia la sicurezza della barca e dell'equipaggio
- Ricorda che il peso dell'ancora da solo non basta: serve una lunghezza adeguata di catena o cima (la "scaduta") proporzionata alla profondità dell'acqua
Regola pratica sulla scaduta. Con sola cima o linea mista servono in condizioni ordinarie almeno 5-7 volte la profondità totale; con sola catena almeno 3-5 volte. Vento, onda, marea e istruzioni del comandante possono richiedere più calumo. Una scaduta troppo corta facilita lo spedamento dell'ancora.
Cosa serve sapere prima di comprare
Molte barche vendute o noleggiate hanno un'ancora "di serie" scelta dal cantiere sul dimensionamento minimo di legge, non sul dimensionamento ottimale per un uso frequente. Se noleggi una barca per più giorni con notti alla fonda, chiedi sempre che tipo di ancora è a bordo e con quanta catena, non darlo per scontato.
Ancorare sulla posidonia oceanica: cosa dice la legge
La posidonia oceanica è una pianta marina endemica del Mediterraneo, non un'alga, che forma vaste praterie sui fondali sabbiosi costieri. Queste praterie producono ossigeno, stabilizzano il fondale contro l'erosione costiera e sono habitat riproduttivo per numerose specie ittiche.
Perché l'ancoraggio la danneggia. Non è tanto l'ancora in sé, quanto la catena trascinata sul fondale durante le virate della barca alla fonda: un movimento che in poche ore può strappare rizomi cresciuti in decenni, perché la posidonia cresce con estrema lentezza.
Cosa prevede la normativa. Le aree marine protette italiane e diverse ordinanze delle Capitanerie di Porto vietano l'ancoraggio diretto sulla prateria di posidonia per le imbarcazioni, imponendo in alternativa:
- l'uso di boe di ormeggio ecologiche posizionate dagli enti gestori, quando disponibili
- l'ancoraggio esclusivamente sulle chiazze di sabbia libera individuabili a vista, quando la boa non è disponibile
- il divieto assoluto in alcune zone A di massima tutela delle aree marine protette
Le sanzioni. Le multe amministrative per ancoraggio non conforme sulla posidonia in area protetta possono arrivare a diverse centinaia di euro, con importi che variano da ordinanza a ordinanza e possono aumentare in caso di recidiva o di danno accertato dalle autorità competenti.
Come riconoscere la posidonia dall'acqua. Le praterie si vedono come chiazze verde scuro uniformi sul fondale, ben distinte dalle chiazze chiare di sabbia libera. Con acqua limpida e buona visibilità è quasi sempre possibile scegliere dove far cadere l'ancora osservando il fondale prima di dare fondo, anche senza app o mappe dedicate.
Quando NON ancorare, anche fuori area protetta
Anche dove non c'è un divieto formale, evitare la posidonia è buona pratica nautica: la prateria che vedi oggi ha impiegato decenni a formarsi. Se il fondale visibile è tutto verde scuro senza chiazze di sabbia, meglio spostarsi di qualche decina di metri verso un punto con fondale libero, anche a costo di una manovra in più.
Manutenzione e controlli prima di ogni stagione
Un'ancora ben scelta perde efficacia se trascurata. Prima dell'inizio della stagione controlla:
- Stato della zincatura: la ruggine superficiale è normale con l'uso, ma zone profonde di corrosione indeboliscono la struttura
- Giunzioni e perni (soprattutto su CQR e Hall, che hanno parti incernierate): verifica che non ci sia gioco eccessivo o usura
- Collegamento catena-ancora: il grillo di collegamento va controllato e, se necessario, frenato con filo di rame per evitare che si sviti con le vibrazioni
- Marcatura della catena: colori o fascette ogni 10 metri aiutano a calcolare la scaduta reale data durante la manovra, invece di stimarla a occhio
Domande frequenti su ancore e ancoraggio
Le risposte complete alle domande più comuni sono nella sezione FAQ in fondo alla pagina, con riferimenti diretti a normativa e casi pratici: dal peso giusto per la propria barca al perché evitare la posidonia, dalla differenza tra CQR e Bruce a quanta catena dare in base alla profondità.
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Domande frequenti
Qual è il tipo di ancora migliore per un fondale di sabbia?+
Per la sabbia le prestazioni migliori arrivano dalla Danforth (a marra piatta), dalla Delta e dalle ancore di nuova generazione come Rocna e Spade. La marra larga e piatta si interra rapidamente nella sabbia compatta e offre una tenuta elevata rispetto al peso. La Danforth perde efficacia su sabbia molto sciolta o mista a conchiglie, dove le nuove generazioni restano più affidabili.
Che differenza c'è tra ancora CQR e ancora Bruce?+
La CQR è un aratro a vomere articolato; la cerniera consente al fuso di assecondare parte dei cambi di direzione, ma l'ancora può spedarsi. La Bruce, senza parti mobili, ha una forma a tre alette e tende a fare presa rapidamente su fondali compatibili. Nessuna delle due garantisce il riassetto dopo una rotazione: posizione e tenuta vanno ricontrollate.
Perché è vietato ancorare sulla posidonia oceanica?+
La posidonia oceanica è una pianta marina protetta che forma praterie fondamentali per l'ecosistema. Ancora e catena possono strappare i rizomi durante la virata. L'ancoraggio è vietato o regolamentato in molte aree marine protette e da ordinanze locali: prima di dare fondo vanno consultati cartografia, regolamento dell'area e ordinanza della Capitaneria competente. Dove consentito, si preferiscono campi boe o chiazze di sabbia libera.
Come si calcola il peso giusto dell'ancora per la propria barca?+
Il punto di partenza è la lunghezza fuori tutto della barca, ma il dato che pesa davvero è il dislocamento reale (il peso complessivo a pieno carico), non solo i metri. Le tabelle dei produttori (Lewmar, Rocna, Lofrans) indicano il peso minimo per fascia di lunghezza e dislocamento: una barca corta ma pesante e con molta superficie velica esposta al vento richiede un'ancora più pesante di quanto suggerirebbe la sola lunghezza. In caso di dubbio, meglio arrotondare per eccesso di una taglia.
Le ancore di nuova generazione come Rocna e Spade valgono il costo maggiore?+
Nei test comparativi indipendenti (tra cui quelli pubblicati da riviste nautiche internazionali) le ancore di nuova generazione con punta zavorrata e marra concava offrono tenuta superiore a parità di peso rispetto alle ancore tradizionali, specialmente nell'affondamento iniziale e nella tenuta su fondali misti. Per chi ormeggia spesso su fondali sconosciuti o naviga in crociera, il costo maggiore si traduce in un margine di sicurezza reale; per un uso occasionale in baie protette e sabbiose, un'ancora tradizionale ben dimensionata resta comunque affidabile.
Quando serve un'ancora galleggiante o di fortuna?+
L'ancora galleggiante (o ancora di prua, sea anchor) non tocca il fondale: è un paracadute sommerso che si apre in acqua e frena la barca mantenendola con la prua al mare in caso di condizioni estreme o avaria, tipicamente in navigazione d'altura. È un'attrezzatura di sicurezza per situazioni di emergenza, non un'ancora da fondeggio quotidiano, e va dimensionata sul dislocamento e sulla lunghezza della barca secondo le indicazioni del produttore.
Un'ancora sola basta o serve anche un'ancora di rispetto?+
La normativa sulla dotazione di sicurezza richiede in molti casi un'ancora principale con la sua catena/cima e spesso un'ancora di rispetto più piccola, da usare come seconda ancora in caso di maltempo improvviso, perdita della principale o ancoraggio su fondali difficili. Verifica sempre la dotazione minima richiesta per la categoria di progettazione e la zona di navigazione della propria imbarcazione.
Quanta catena o cima serve per ancorare in sicurezza?+
Come regola prudenziale servono almeno 5-7 volte la profondità con sola cima o linea mista e 3-5 volte con sola catena, aumentando secondo vento, onda, marea e istruzioni del comandante. Una scaduta troppo corta rende la trazione più verticale e facilita lo spedamento dell'ancora. La profondità va calcolata includendo marea e altezza del punto di attacco sopra l'acqua.
Fonti
Come abbiamo prodotto questo articolo
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- Fonti consultate: 2 fonti istituzionali e di settore (vedi sezione Fonti sopra)
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